L’Unione europea investe in un’economia più sostenibile: pronte le proposte di direttive in attuazione del Pacchetto UE sull’economia circolare

Ad un anno esatto dall’approvazione da parte della Commissione UE del Pacchetto di misure sull’economia circolare, sono al vaglio degli organi legislativi dell’Unione numerose proposte di direttive che spingono sensibilmente per l’adozione e l’incentivazione, in tutti gli Stati membri dell’Unione, di un’economia sempre più sostenibile, capace di utilizzare in modo sapiente e strutturato le materie prime e di restituire nuovo valore ai materiali di scarto.

Nell’ottica della Commissione UE, infatti, è ormai tempo che le imprese che operano nei diversi Stati Membri, adottino tecniche produttive che valorizzino al massimo le materie prime e gestiscano in modo sempre più ecosostenibile i rifiuti, al fine di farne nuova linfa per altri settori produttivi. Quel che l’Unione europea chiede, in sostanza, è un ripensamento strutturale delle pratiche produttive, che dalla fase di estrazione delle materie prime a quella di gestione dei rifiuti, valorizzino il risparmio energetico, il riciclaggio e la riduzione di emissioni di gas serra.

A tale fine, la Commissione prevede lo stanziamento di oltre 655 milioni di euro per incentivare le aziende ad immettere sul mercato prodotti ecologici, ottenuti con processi produttivi ecosostenibili, prevede azioni per ridurre i rifiuti alimentari e di imballaggio, nonché adotta standard minimi comuni in materia di riciclaggio e di gestione delle eccedenze di produzione.

Nell’ottica di un quadro europeo dinamico ed in rapida evoluzione, anche alle aziende italiane è chiesto di ripensare prodotti e processi in chiave di economia circolare, al fine di rispettare i sempre più stringenti limiti legislativi imposti e per rimanere al passo con un’economia europea che investe sull’innovazione sostenibile.
Non stupisce, pertanto, come un numero sempre maggiore di società italiane ricorrano alle certificazioni di sostenibilità ambientale (le imprese italiane con certificazione ambientale hanno ottenuto, negli ultimi anni, una crescita del fatturato quasi doppia rispetto alle imprese non certificate) e debbano fare i conti con l’introduzione dei Criteri Minimi Ambientali nella documentazione di gara per gli appalti indetti dalla pubblica amministrazione.

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