Spese compensate se vi è una grande mole di lavoro

Farà discutere la recente sentenza del Consiglio di Stato (sez. III, sent. n. 3513 del 3 agosto 2016) che legittimerebbe la compensazione delle spese di lite nel giudizio di accertamento del silenzio-inadempimento della P.A. in tema di concessione della cittadinanza italiana. Il collegio ritiene infatti che tale condotta sia giustificabile in caso di enorme mole di lavoro degli uffici dovuta al rilevante numero di richieste di cittadinanza italiana da parte di stranieri.
Questa pronuncia sembra fare un passo indietro rispetto alla importantissima sentenza con la quale il Tar Lazio (sez. II- Quater, sent. n. 2257 del 26 febbraio 2014) riconosceva la violazione generalizzata dei termini di conclusione del procedimento sull’istanza di rilascio della concessione della cittadinanza italiana per come fissati dall’art. 3 del d.P.R. n. 362/1994 da parte del Ministero dell’interno e condannava quest’ultimo a

“porre rimedio a tale situazione mediante l’adozione degli opportuni provvedimenti nei limiti delle risorse strumentali, finanziarie ed umane già assegnate in via ordinaria e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

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