Scioglimento delle unioni civili: le principali novità introdotte dalla legge 76/2016

La legge 76/2016, meglio conosciuta con il nome di “Legge Cirinnà”, entrata in vigore il 5 giugno 2016, ha apportato significative novità in materia di diritto di famiglia, prevedendo e regolamentando il nuovo istituto giuridico delle Unioni civili.

Con tale novità normativa, si intende dare riconoscimento giuridico alle unioni tra persone del medesimo sesso, con conseguente attribuzione, alle coppie unite civilmente, della maggior parte dei diritti e dei doveri fino ai primi mesi dello scorso anno destinate unicamente alle coppie eterosessuali sposate.

La mancata piena equiparazione delle unioni civili al matrimonio, però, ingenera una discrasia di disciplina tra i due istituti e spinge il legislatore e la giurisprudenza italiani a compiere un grande sforzo dispositivo ed interpretativo per delineare con certezza quali diritti e quali doveri riferiti ai coniugi possano, altresì, essere applicati a coloro che hanno contratto unione civile.

A tal proposito, è particolarmente interessante la regolamentazione dello scioglimento dell’unione civile, dal momento che l’art. 24 della legge 76/2016 prevede, per tale evenienza, una procedura più snella rispetto a quella prevista per il divorzio di coppia eterosessuale. In particolare, la dichiarazione congiunta o separata degli uniti civilmente di voler sciogliere il vincolo, resa di fronte all’Ufficiale di stato civile, è adempimento di per sé idoneo a far decorrere i tre mesi dopo i quali si potrà avviare la fase di divorzio.
In altre parole, per le unioni civili non è prevista la fase di separazione, che, diversamente, l’artico 149 ss. c.c. prevede per lo scioglimento del matrimonio.
Anche le modalità con le quali le coppie omosessuali unite civilmente possono porre definitivamente fine al vincolo giuridico che le lega sono più flessibili, dal momento che alle vie giudiziali, gli uniti civilmente possono preferire la negoziazione assistita a mezzo di avvocato o la conclusione di un accordo di fronte ad un Ufficiale di stato civile, in caso di scioglimento consensuale.

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