Responsabilità medica, cosa cambia con la nuova legge Gelli

Dopo il vaglio del Senato del 12 gennaio, il 28 febbraio scorso è diventato legge il D.D.L. Gelli, recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, intervento normativo che introduce significative novità in materia di responsabilità medica dal punto di vista amministrativo, penale e civile, che rivede le modalità dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, mettendo altresì mano ai profili assicurativi attinenti all’esercizio della professione medica.

In quattro punti, le novità più significative sono:

1. istituzione di nuovi e specifici organi preposti al controllo del buon funzionamento della sanità pubblica. A tal proposito nasce la figura regionale del Garante del diritto alla salute, al quale potranno rivolgersi gratuitamente i pazienti che lamentano disfunzioni nel sistema socio-sanitario ed il Centro per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente che svolgerà attività di elaborazione statistica dei dati regionali relativi a rischi medici e contenzioso sanitario.

2. Si riduce il novero delle ipotesi di responsabilità penale dei sanitari, dal momento che la nuova legge, grazie all’introduzione dell’articolo 590 sexties nel c.p., sancisce l’irrilevanza penale dell’imperizia del medico, per i reati di omicidio colposo o lesioni colpose (artt. 589-590 c.p.), che abbia rispettato le Raccomandazioni e le Linee guida e le Buone pratiche clinico-assistenziali, purché tale comportamento risulti adeguato al caso concreto.

3. In materia di risarcimento civilistico del danno, accanto alla già assodata responsabilità civile contrattuale della struttura sanitaria viene codificata la natura extracontrattuale della responsabilità dell’esercente la professione sanitaria (contrattuale solo qualora vi sia un’obbligazione contrattuale tra medico e paziente) e si conferisce rilevanza, al fine della quantificazione del danno, anche alla condotta tenuta dall’esercente.

4. L’articolo 12, infine, introduce importanti novità permettendo al danneggiato di agire direttamente, nei limiti del massimale di polizza, nei confronti dell’assicurazione dell’esercente o della struttura sanitaria dove lo stesso lavora e sancisce la partecipazione necessaria al giudizio del medico e della struttura (c.d. litisconsorzio necessario).

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