Responsabilità degli intermediari e diritto d’autore: ancora una pronuncia della CGUE

Torna a far parlare di sè il diritto d’autore che, nell’era di internet, si sente sente sempre più minacciato. Si fa riferimento alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che nella causa C-610/15 “Stichting Brein c. Ziggo BV, XS4ALL Internet BV”, sancisce la responsabilità dei gestori della piattaforma di condivisione di film e musica “The Pirate Bay” per la messa a disposizione di opere dell’ingegno da parte degli stessi utenti, in assenza di autorizzazione da parte dell’avente diritto. Gli amministratori della piattaforma, in particolare, sono stati ritenuti responsabili di violazione del diritto d’autore in relazione all’immissione in rete di contenuti ad opera degli utenti, per essere intervenuti sull’indicizzazione e l’organizzazione dei file in questione. Oltre a tale comportamento attivo, è risultato determinante, secondo la Corte, il fatto che The Pirate Bay agiva con scopo di lucro, come ricavabile dai proventi derivanti delle inserzioni pubblicitarie che la piattaforma incamerava.
Le argomentazioni della Corte – ed è questa la portata innovativa della decisione – fanno ipotizzare che anche gli amministratori di piattaforme online di per sè legali, possano incorrere in una responsabilità diretta e non più soltanto indiretta come avvenuto fino ad ora. Fino ad oggi, infatti, gli ISP – in qualità di meri intermediari – avrebbero potuto considerarsi responsabili dei contenuti illeciti ospitati nelle proprie piattaforme essenzialmente nel solo caso di inerzia rispetto ad un ordine di rimozione proveniente dall’autorità giudiziaria. Si aprono dunque degli scenari complicati per i grandi colossi della rete che oggi basano il proprio business sugli user-generated content.

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