Protezione umanitaria anche se il richiedente è contradditorio

L’insicurezza che caratterizza il centro e il sud della Nigeria sono ragioni sufficienti per la concessione della protezione umanitaria, nonostante la contradditorietà delle affermazioni del richiedente (Tribunale di Bari, sez. I civile, ord. del 14 luglio 2016) (qui)
La pronuncia ribadisce innanzitutto il consolidato orientamento giurisprudenziale che, evidenziato il già grave pericolo nel nord della Nigeria dovuto alla presenza dell’organizzazione terroristica Boko Haram, riconosce che l’intero paese africano è attraversato da una situazione di profonda instabilità che non garantisce neppure lo standard minimo di sicurezza per i suoi cittadini. Nonostante gli atti di terrorismo compiuti da Boko Haram si concentrino negli stati settentrionali infatti, si riscontra come

“non è contestabile che gli attentati terroristici e i rischi per l’incolumità del cittadino si stanno pian piano spostando verso il Centro e il Sud del Paese”.

Il provvedimento del Tribunale barese è altresì importante perché ribadisce che, escluse le precise ipotesi di esclusione del riconoscimento della protezione, l’oggettività del rischio del Paese di provenienza deve prevalere sulla valutazione soggettiva del richiedente, anche quando questi non fornisca neppure quei minimi indizi a corredo della propria manifestazione di timore.

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