Privacy Shield: via libera del Garante italiano al nuovo accordo Europa-Usa

È di questi giorni la notizia dell’approvazione e conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale da parte del Garante Privacy italiano del c.d. “E.U.-U.S. Privacy Shield, vale a dire l’accordo Europa-Usa in vigore dal 1° agosto 2016 che consente il trasferimento di dati personali dal territorio dello Stato verso enti e società con base negli Stati Uniti. Per essere operativo nei singoli Stati membri, l’accordo deve essere appunto approvato dai rispettivi Garanti Privacy.
In proposito, va ricordato che con la sentenza del 6 ottobre 2015, la Corte di Giustizia europea — c.d. Caso Schrems versus Facebook— aveva dichiarato invalida la precedente decisione di adeguatezza che consentiva un simile flusso transfrontaliero, c.d. Safe Harbour. Tra i capisaldi del nuovo accordo, ora tradotto in decisione di adeguatezza da parte della Commissione ed approvato dalla nostra Autorità Garante, si menzionano: obblighi più rigorosi per le imprese che operano sui dati con sottoposizione ad aggiornamenti e verifiche periodiche da parte del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, tutela effettiva dei diritti individuali, sanzioni o esclusione dai benefici dell’accordo per le imprese che non lo rispettano, condizioni più rigide per trasferire i dati a destinatari ulteriori, monitoraggio annuale congiunto del funzionamento dell’accordo. Anch’esso, al pari del Safe Harbour, si basa su un sistema di autocertificazione rispetto ai principi di compliance privacy, ma dovrebbe offrire garanzie di maggior effettività a differenza del precedente accordo che difettava di meccanismi di controllo efficace e sanzioni effettive.

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