Privacy negli USA: da Trump stop a nuove tutele per gli utenti

Mentre in Europa è iniziato il countdown per l’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (“GDPR”), destinato da maggio 2018 a rafforzare notevolmente i diritti degli utenti, specie sul web, l’atteggiamento degli USA sul tema sembra essere letteralmente di segno opposto.
Il Presidente Trump lo scorso 3 aprile ha firmato infatti il provvedimento recentemente approvato dal Congresso che pone nel nulla la normativa recentemente introdotta dalla Federal Communications Commission sotto l’amministrazione Obama e che a partire dal 4 dicembre 2017 avrebbe impedito ai provider delle telecomunicazioni – quali At&T, Comcast e Verizon – di raccogliere e vendere i dati dei propri clienti senza il loro consenso. Si pensi alla cronologia delle ricerche contenuta nel browser, ai dati di geolocalizzazione o le app scaricate dagli online store, dati che possono quindi essere liberamente ceduti a terzi – si pensi ad es. alle agenzie pubblicitarie od alle compagnie di assicurazione -, salvo eventuale “opt-out” dell’utente che spesso è però inconsapevole di quanto accade ai suoi dati personali sul web.
Come paventato dal Washington Post, inoltre, questo potrebbe essere il primo passo volto ad incrinare la c.d. net neutrality, il principio cioè in base al quale non sono consentite discriminazioni sul traffico Internet, e gli internet service provider, dal punto di vista della fruizione dei vari servizi e contenuti di rete da parte dell’utente finale, non possono trattare in modo diverso dati e connessioni, dando priorità ad alcuni servizi a svantaggio di altri.

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