Nuovi interventi in materia di lavoro autonomo e smart working

Dopo il primo vaglio positivo della Camera dei Deputati, il 10 maggio 2017 il Senato ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge n 2233-B recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, intervento normativo che detta importanti disposizioni normative in materia di lavoro autonomo e che si prefigge di agevolare la gestione “smart” e flessibile del rapporto di lavoro subordinato.

Le disposizioni forse più interessanti riguardano gli aspetti contenutistici dei contratti di lavoro autonomo, che oltre a dover essere necessariamente redatti per iscritto, non possono contenere clausole che ingenerano un eccessivo squilibrio tra committente e lavoratore nel rapporto di lavoro, come  quelle che prevedono la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto o il recesso senza preavviso da contratto a prestazioni continuative nonché le clausole che prevedono dilazioni di pagamento superiori ai sessanta giorni. Al lavoratore autonomo che si trovi a sottoscrivere queste tipologie di clausole, spetta il risarcimento del danno derivante dall’apposizione contrattuale di clausole che si considerano inefficaci in quanto abusive.

Il DDL pone importanti basi per la valorizzazione di interventi di welfare aziendale a favore dei lavoratori autonomi, disponendo imminenti interventi governativi in materia di prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, riferimento agli iscritti a ordini professionali o collegi che hanno subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni non dipendenti dalla propria volontà o che siano stati colpiti da gravi patologie. Medesimo intento perseguono, tra le altre, le disposizioni che prevedono la possibilità anche per il lavoratore autonomo di beneficiare del congedo parentale (fino a sei mesi totali per i due genitori)  entro i primi tre anni di vita del bambino e con calcolo della contribuzione su un periodo di 18 mesi, la deduzione integrale delle spese di viaggio connesse ad un incarico professionale, la deducibilità totale delle spese di formazione e aggiornamento professionale.

Con specifico accordo, datore di lavoro e lavoratore possono altresì pattuire orari e modalità di lavoro subordinato più flessibile, che permetta al lavoratore di svolgere la propria attività parzialmente fuori dai locali aziendali. Se il dichiarato intento del legislatore è quello di conferire maggiore autonomia al lavoratore, che sempre più spesso ha necessità di bilanciare in modo personalizzato e flessibile le esigenze lavorative con quelle di vita, dietro l’angolo è il rischio di abusi ai danni dei lavoratori che, svolgendo da casa le proprie mansioni, rischiano di dilatare il tempo dedicato al lavoro ben oltre i limiti imposti dalla legge e di subire un incremento del controllo datoriale a distanza, attraverso gli strumenti lavorativi che l’azienda mette a disposizione.

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