LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO MINNITI IN MATERIA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE

Con la legge 13 aprile 2017 n. 46 è stato convertito in legge in Decreto Legge 13/2017 in recante Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.

La finalità della nuova normativa va riscontrata nell’intento di favorire la celerità dei procedimenti giurisdizionale e la necessità di accelerare l’identificazione dei cittadini stranieri, garantendo l’allontanamento e l’espulsione dei cittadini stranieri in posizione di soggiorno irregolare.Con riferimento alle modifiche in materia di protezione internazionale, le principali novità introdotte sono:

– l’istituzione di Sezioni specializzate, presso tutti i Tribunali ordinari del luogo nel quale hanno sede le Corti d’Appello. La competenza di tali Sezioni è stata ampliata in sede di conversione del decreto legge, comprendendo anche le controversie relative allo stato di cittadinanza italiana e quelle aventi ad oggetto l’impugnazione dei provvedimenti adottati dall’autorità preposta alla determinazione dello Stato competente all’esame della domanda di protezione internazionale.

– la disciplina del procedimento, che sarà regolata dagli artt. 737ss c.p.c.. La decisione sarà adottata dal Tribunale in composizione collegiale.

– il regime delle notificazioni degli atti e dei provvedimenti di riconoscimento della protezione internazionale: esse saranno validamente effettuate presso il centro o la struttura in cui il richiedente è accolto o trattenuto, mediante invio alla posta elettronica certificata del responsabile del centro o della struttura. Quest’ultimo dovrà occuparsi di effettuare la consegna al destinatario, fargli sottoscrivere la ricevuta ed adempiere alla successiva comunicazione di avvenuta notifica alla Commissione Territoriale.

– il colloquio presso la Commissione Territoriale sarà videoregistrato con mezzi audiovisivi, ma in sede di colloquio il richiedente potrà richiedere di non avvalersi del supporto della videoregistrazione. L’istanza deve essere motivata e la Commissione territoriale si dovrà esprimere con provvedimento non impugnabile.

– l’udienza per la comparizione delle parti non è automatica ma è fissata solo in casi specifici. A quelli stabiliti dal decreto legge, la legge di conversione ne aggiunge altri, e, in particolare, i casi in cui la videoregistrazione non sia disponibile; l’interessato ne abbia fatto motivata richiesta nel ricorso introduttivo e il giudice, sulla base delle motivazioni esposte dal ricorrente, ritenga la trattazione del procedimento in udienza essenziale ai fini della decisione; l’impugnazione si fondi su elementi di fatto non dedotti nel corso della procedura amministrativa di primo grado.

– il richiedente protezione internazionale ospitato nei centri del Sistema di accoglienza predisposto dal d.lgs. 142/2015 è iscritto nell’anagrafe della popolazione residente indicando la struttura in cui dimora come sede della propria residenza. Ne consegue che in caso di uscita dal centro il responsabile deve dare comunicazione della variazione della convivenza al competente ufficio di anagrafe entro venti giorni.

 

 

 

 

 

 

 

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