Iva sugli e-book: la Corte Europea dice “no”

Contrariamente a quanto voluto dal legislatore italiano con la legge finanziaria 2015 per gli e-book e la legge di stabilità 2016 per i giornali online, la CGUE frena: non si applica l’aliquota IVA agevolata (ridotta, in Italia, al 4 %) alla fornitura di libri in formato elettronico.
Esaminando la pronuncia del 7 marzo 2017 nell’ambito della causa C-390/15 promossa dalla Corte Costituzionale polacca, da Strasburgo si è ribadito infatti che è legittimo distinguere tra libri e giornali cartacei – soggetti ad IVA ridotta – e libri in formato e-book (fruibili in streaming o mediante download), sottoposti al regime ordinario.
Vengono invece assimilati ai giornali cartacei, sotto il profilo IVA, i libri in formato digitale, ma disponibili tramite un supporto fisico (ad esempio su cd rom). La ratio della misura in questione è quella di stabilire con certezza l’aliquota IVA applicabile ai servizi forniti per via elettronica e facilitare così la gestione di tale imposta da parte dei soggetti passivi e delle Amministrazioni fiscali nazionali, evitando a quest’ultimi di dover esaminare, per ogni tipo di servizio elettronico fornito, se esso rientri in una delle categorie di servizi che possono beneficiare di una simile aliquota.
Una battuta d’arresto, dunque, rispetto alle politiche europee di sviluppo del mercato unico digitale, anche se le riforme in cantiere presso la Commissione UE fanno pensare che ben presto tali posizioni cederanno il passo ad un regime di maggior apertura verso la fornitura di contenuti digitali privi di supporto fisico.

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