Il cognome comune nelle unioni civili

La modifica automatica del codice fiscale

Lo scorso 23 luglio il governo ha firmato il decreto ponte che contiene le disposizioni transitorie, attuative delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, istituite dalla legge n. 76/2016. Con le prime celebrazioni però sono cominciati anche i problemi pratici per le “famiglie arcobaleno”: se le coppie same sex, in sede di costituzione dell’unione, decidono di adottare un cognome comune (scegliendolo tra i loro cognomi), uno dei partner si troverà ad affrontare un vero e proprio cambio d’identità. E’ previsto infatti che il componente della neo coppia che sceglierà di aggiungere al proprio cognome quello del compagno/a, incorrerà nella modifica automatica del codice fiscale. Le conseguenze sul piano burocratico non saranno da poco: oltre a nuovi documenti d’identità, sarà necessario modificare la posizione inps, eventuali mutui, informare il datore di lavoro per non incorrere in qualche difficoltà al momento dell’accredito dello stipendio ecc., insomma una lunga trafila burocratica che ha sollevato da più parti polemiche e accuse di reiterata discriminazione. Da notare inoltre che, in base al dettato normativo, il nuovo cognome comune della coppia può essere assunto solo “per la durata dell’unione civile”: implicitamente quindi si desume che, al momento di un eventuale divorzio, sarà necessario tornare al cognome originale con ulteriore cambio di codice fiscale.
Per il testo del decreto si rinvia alla gazzetta ufficiale

Lo stato corre ai ripari

Alle polemiche hanno recentemente risposto i competenti uffici del ministero della giustizia, assicurando che il problema sarà risolto con i decreti definitivi: la scelta del doppio cognome per le coppie omosessuali non comporterà un cambio del codice fiscale, né alcuna modifica sui documenti di identità. I nuovi testi hanno già ottenuto il beneplacito degli altri ministeri interessati e dovranno adesso superare il vaglio del consiglio dei ministri, nel frattempo i legali di famiglie arcobaleno hanno messo in atto una campagna informativa a beneficio dei loro assistiti. I comuni, dal canto loro, si adeguano secondo scelte autonome: l’anagrafe di milano, ad esempio, negli appositi moduli chiede agli interessati non solo se intendono assumere il cognome comune, ma anche la dichiarazione di “essere consapevoli che il cambiamento del cognome comporta il cambiamento del codice fiscale”. Per i moduli citati si cerchi tra gli allegati presentati nella relativa pagina del sito del comune di Milano LINK

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