Commissione UE: nuova proposta di Regolamento in materia di comunicazioni elettroniche

In Europa, il tema della tutela dei dati personali che circolano online è sempre più attuale, tanto che, accanto alla recente approvazione del Regolamento n. 679/2016, il General Data Protection Regulation (c.d. “GDPR”, volto ad abrogare dal maggio 2018 la Direttiva 95/46/CE) e della Direttiva 2016/680/UE sul trattamento di dati personali a fini di giustizia, la Commissione europea ha pubblicato in data 10 gennaio 2017 la proposta di un Regolamento relativo al “Rispetto delle vita privata e la protezione dei dati personali nell’ambito delle comunicazioni elettroniche”, destinato a sostituire la c.d. Direttiva E-Privacy 2002/58/CE.
E’ dunque evidente l’intento del Legislatore comunitario di potenziare gli strumenti normativi a tutela della privacy, allo scopo di contemperare due opposte esigenze: lo sviluppo del mercato unico digitale e l’aumento della tutela garantita ai dati degli utenti.
Il nuovo Regolamento si applicherà al trattamento dei dati di comunicazioni elettroniche svolto in connessione con la fornitura e l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche e alle informazioni relative alle apparecchiature terminali degli utenti finali.
Tra gli aspetti che balzano immediatamente all’occhio vanno segnalati: una regolamentazione più attenta – in analogia con quanto avviene per gli operatori delle telecomunicazioni – dei nuovi servizi della società dell’informazione come il Voice over IP (c.d. “Voip”) e le App di messaggistica istantanea, la semplificazione della normativa sui cookie, un’autonomia maggiore dell’utente nel decidere il livello di protezione da applicare al proprio dispositivo e maggior controllo sui c.d. “metadati”, nonché una rinnovata e stringente disciplina in materia di spamming, solo per citarne alcuni.
A garanzia del rispetto delle disposizioni in esame, la Commissione europea ha previsto sanzioni molto severe per i trasgressori, fino al 4% del fatturato mondiale annuo.
Ora si attende che l’iter normativo venga completato da Parlamento e Consiglio.

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