Avvocati e rottamazione delle cartelle: via libera.

riduzione delle speseIl decreto fiscale (n. 193/2016) collegato alla Legge di Bilancio del 2017, aveva suscitato perplessità negli appartenenti al mondo forense: l’art. 6 infatti, nel prevedere la c.d. definizione agevolata, non delineava in modo chiaro l’ambito soggettivo di applicazione. Stante il tenore letterale della predetta disposizione, sorgeva il dubbio che essa non riguardasse la Cassa Forense, che – in qualità di Ente previdenziale “privato” – non si occupa di imposte e/o tasse, bensì di contributi.
La perplessità si comprende meglio esaminando il testo dell’art. 6: venivano indicate le fattispecie a cui si applica l’istituto, facendo espresso rinvio all’art. 30, comma 1 del D.p.r. n. 602/1973 e all’art. 27, comma 1 del D.lgs. n. 46/1999, norme riguardanti esclusivamente imposte e contributi agli “enti pubblici previdenziali”, quindi senza riferimenti espliciti ai contributi versati a Enti privati. Ciò che però ingenerava maggiori perplessità, era il generico riferimento dell’art. 6 alle “sanzioni”: considerando che Equitalia, di per sè, non commina “sanzioni” (applica semplicemente l’aggio per la riscossione e gli interessi di mora sui carichi insoluti), si poteva pensare ad un’interpretazione estensiva della norma, che comprendesse tutti gli Enti impositori. Tuttavia, una simile interpretazione avrebbe denotato un intervento legislativo piuttosto ”invasivo” nei confronti di Enti privati – come la Cassa Forense – che applicano sistemi sanzionatori autonomi e diversi.
In un primo momento, il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Previdenza e Assistenza degli avvocati, non assumeva una posizione ufficiale in merito e non forniva indicazioni ai propri iscritti, in attesa dell’esito del procedimento di conversione. Questo si è concluso con la legge di conversione n. 225/2016, ma le variazioni apportate non sono state quelle che auspicava la Cassa Forense. Quest’ultima, con nota del 13 febbraio scorso, ha chiarito la situazione a beneficio degli iscritti: dopo aver ribadito il parere fortemente critico nei confronti del provvedimento – considerato lesivo dell’autonomia gestionale degli Enti previdenziali privati e con tratti di sperequazione a danno di parte degli aderenti – ha preso atto che la normativa va applicata anche alle somme iscritte a ruolo dalla Cassa Forense per il periodo 2000/2016, sulla base della mancata esclusione dell’Ente stesso dalla cerchia dei destinatari della previsione dell’art. 6. Per aderire alla definizione agevolata, anche gli avvocati dovranno presentare apposita domanda ad Equitalia, entro il prossimo 31 marzo.

Per le modalità ed i termini di versamento si rinvia al testo della legge (art.6) http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/12/02/16A08374/sg

La nota del Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense del 13 febbraio 2017, è reperibile sul sito http://www.cassaforense.it/cassa-forense-archivio/definizione-agevolata-indicazioni-agli-iscritti/

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