ABOLIZIONE DEI VOUCHER – QUALI PROSPETTIVE

Con il decreto legge 25/17 il Governo ha deciso di abolire integralmente i buoni lavoro. Tuttavia, quelli acquistati fino al 17 marzo e ancora circolanti (stimati in circa 35 milioni) restano utilizzabili fino al 31 dicembre 2017. Nello stesso decreto, oltre ad essere cancellata l’intera normativa sul lavoro accessorio, viene ripristinata anche la piena responsabilità solidale nella catena degli appalti, togliendo alle parti la possibilità di derogare con la contrattazione collettiva. Tale misura ha determinato un vuoto normativo, a causa dell’assenza di un’idonea misura per regolamentare il lavoro accessorio.
I pochi strumenti attualmente utilizzabili, in particolare il contratto intermittente, oltre a essere più costosi per il datore di lavoro rispetto ai buoni, risultano inadatti per le famiglie che vogliano retribuire la colf piuttosto che il giardiniere. Mercoledì 22 marzo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, rispondendo ha annunciato l’intenzione di realizzare in breve tempo sia un nuovo strumento contrattale, di concerto con le parti sociali, destinato sia alle famiglie, sia alle imprese, garantendo uno strumento agile, veloce, «che dia tutele, che sia alla luce del sole, che sia un rapporto che tutela sia le imprese sia i lavoratori».
Tra le ipotesi al vaglio del Governo ci sarebbe una soluzione per le imprese analoga a quella dei “mini-jobs” tedeschi, ovvero contratti flessibili che prevedono un limite massimo di ore o di giornate lavorative, garantendo una migliore copertura contributiva. Non è da escludere che questo vuoto normativo lasci lo spazio a forme contrattuali già note, come il lavoro a chiamata, che però al momento può essere usato per inquadrare solo ragazzi under 25 o adulti over 55. Un ulteriore possibilità potrebbe essere un nuovo voucher, con cui pagare badanti, babysitter o insegnanti per le ripetizioni scolastiche, seguendo il modello francese, che mette a disposizione delle famiglie assegni di lavoro da usare per retribuire direttamente i collaboratori oppure l’agenzia che fornisce il servizio.
Rimane significativo il rischio di incrementare il lavoro nero.

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